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Maurizio Piazza

Esperto ICT per la Pubblica Amministrazione Locale


I

Laboratorio IA

Non è un laboratorio sull’intelligenza artificiale. È un laboratorio sulla PA Locale, in cui l’intelligenza artificiale è lo strumento di lavoro e non l’oggetto.

Qui stanno i lavori in corso, prima che diventino altro: uno strumento o uno scritto pubblicati in queste pagine, oppure un lavoro che prosegue fuori di qui. Accanto a ciascuno c’è lo stato a cui è arrivato e una riga che dice come è fatto.

IIChe cosa cerco
di capire

Due domande arrivano oggi alle amministrazioni locali quasi insieme. La prima riguarda l’intelligenza artificiale che entra negli uffici, spesso prima che qualcuno l’abbia decisa: con gli aggiornamenti dei gestionali, con gli strumenti gratuiti usati dal personale, con i servizi proposti dai fornitori. Che cosa affidarle, con quale atto, sotto quale controllo? La seconda riguarda la conoscenza del proprio territorio, che il Documento unico di programmazione chiede di descrivere e che i dati ufficiali, pur abbondanti, restituiscono raramente in una forma leggibile da un Comune piccolo.

A guardar bene, le due domande hanno in comune più di quanto sembri. In entrambe il rischio è lasciare che a decidere sia lo strumento (il sistema che propone, l’indice che mette in fila) invece dell’amministrazione che lo usa. In entrambe, quindi, il lavoro consiste nel dare all’ente gli elementi per governare la scelta, più che nel consegnargli una risposta già pronta.

IIICome lavoro

Lavoro con un sistema di intelligenza artificiale in una collaborazione professionale che va nei due sensi: io porto la conoscenza degli enti e le domande, il sistema porta capacità di ricerca, di scrittura e di calcolo, e ciascuno corregge l’altro. Le responsabilità però non si dividono a metà. Al sistema affido la ricerca delle fonti, le prime stesure, il codice e le verifiche ripetitive; il perimetro del lavoro, le scelte di metodo e la verifica finale restano mie. È, in piccolo, la scala della delega su cui sto scrivendo, applicata al mio lavoro.

Tre regole valgono per tutto quello che sta in questa pagina:

  • ogni riferimento normativo si verifica sul testo ufficiale, e se ne annota la data; dove non è stato possibile, lo si scrive;
  • ogni dato porta la data della fonte da cui viene;
  • accanto a ogni lavoro, una riga dice che parte ha fatto l’intelligenza artificiale e che parte resta mia.

Il sistema con cui lavoro di solito è Claude, sviluppato da Anthropic. Quando ne interpello un altro, lo dichiaro; e quando un lavoro tocca il suo produttore o i suoi concorrenti, il conflitto di interessi è dichiarato nel lavoro stesso.

IVLavori in corso
studi, pubblicazioni, prototipi
al 14 ottobre 2026

Allo studio: in impostazione. In corso: si scrive o si costruisce. In prova: c’è un primo esito, e lo si sta verificando.

L’intelligenza artificiale nell’ente

Che cosa un’amministrazione può affidare a un sistema di intelligenza artificiale, con quale atto e sotto quale controllo.

  • Quanto lasciarle fare. L’IA agentica nella Pubblica Amministrazione e la scala della delegain corso

    pubblicazione · primi capitoli scritti, gli altri in scheda

    Che cosa un’amministrazione può affidare a un sistema che non si limita a rispondere ma agisce, fase per fase del procedimento, e con quale controllo. Il percorso segue quattro domande: che cosa è cambiato, basta che sappia farlo, che cosa affidare, con quale rischio. Prosegue Un (nuovo) cambio di prospettiva: là l’intelligenza artificiale era l’ultima delle frecce, qui la si guarda nel punto in cui raggiunge l’Ente.

    Scritta con Claude, come la precedente; riferimenti normativi verificati sul testo ufficiale, con la data.

  • Gli atti dei Comuni per l’adozione dell’intelligenza artificialein corso

    studio · dodici atti letti, raccomandazioni in bozza

    Direttive del Segretario, linee guida, regolamenti, manifesti: un numero crescente di Comuni si sta dando regole sull’intelligenza artificiale, ciascuno a modo suo. Gli atti adottati dal 2025 sono letti con la stessa griglia, e ogni elemento passa quattro prove: l’ancoraggio alle norme, la pratica dei Comuni, la tenuta nel tempo, la coerenza tecnica. Ne esce che cosa un ente può scrivere oggi e difendere, a partire da un atto leggero alla portata dei Comuni piccoli.

    Atti cercati e scelti da me, letti e schedati con l’IA; norme verificate sul testo ufficiale.

  • Rilevazione sull’attuazione della strategia IA nei Comuniin prova

    prototipo · avviata a settembre 2026

    Un questionario e tre viste di analisi per capire a che punto sono gli enti nell’attuazione della strategia nazionale. Per ora in prova, non pubblica.

    Impianto e codice costruiti con l’IA; il perimetro e la verifica sono miei.

Il contesto dei Comuni

Indicatori che descrivono il territorio in cui un ente opera, letti per classi e non per graduatoria, perché descrivono un contesto e non danno pagelle.

  • Un modello per gli indicatori di contesto dei Comuni lombardiin corso

    modello · primo caso in costruzione

    Indici e graduatorie sui Comuni circolano sempre di più, e sempre più spesso un ente è chiamato a usarli: per descrivere il proprio territorio nei documenti di programmazione, per confrontarsi con i vicini, per motivare una richiesta di finanziamento. Il modello serve a costruirne di nuovi, su temi scelti di volta in volta, e a renderli leggibili. È fatto di un metodo, che segue il manuale OCSE-JRC sugli indicatori compositi, di regole di lettura per classi e di un generatore di pagine che si adatta al tema. Primo caso, un profilo per l’analisi di contesto del DUP dai dati ISTAT di «A misura di comune»; secondo, scuola, natalità e cittadinanza, dalla scuola dell’infanzia alla fine dell’obbligo.

    Dati ufficiali con la data della fonte; costruzione e codice con l’IA; le scelte di metodo sono mie.

  • L’indice di fragilità comunale dell’ISTAT, ricostruito e reso leggibilein prova

    prototipo · tutti i Comuni italiani, una pagina per regione · documentazione in preparazione

    L’indice che l’ISTAT calcola per ogni Comune, ricostruito dai dati di partenza e letto per classi invece che per posizione, con le avvertenze dove i piccoli numeri lo rendono instabile. È il banco di prova da cui sono uscite le regole del modello. La serie nazionale sarà pubblicata qui come esempio di ciò che esce dal laboratorio, con un documento che descrive il lavoro svolto e il metodo applicato.

    Dati e metodo ISTAT; ricostruzione e pagine costruite con l’IA; letture provate nei panni di un Comune piccolo.

Gli indicatori sull’azione di un ente seguono un’altra logica, e per questo stanno a parte: Quanto è digitale il vostro Comune, ancora in preparazione fra gli strumenti, descrive il modello che un Comune ha adottato, non il territorio in cui si trova.

VGià usciti
dal laboratorio

Tutti gli strumenti
Tutte le pubblicazioni, dal 2016

VIQuando una voce
esce
  • Una voce allo studio che in un anno non si muove esce dalla pagina.
  • Una voce che è diventata altro esce anch’essa. Se è diventata uno strumento o uno scritto pubblicato qui, la si ritrova fra quelli già usciti e nella sua pagina.